Quota Periscopio – puntata 57 – Francesco Guccini: i primi 10 anni – dal 1966 al 1976

Scritto da il 14 Agosto 2026


 

In questa puntata ripercorreremo con 6 canzoni estremamente significative, i primi 10 anni di carriera musicale dal 1966 al 1976.

E’ a Pavana nell’appennino tosco emiliano che Francesco Guccini vive i momenti più significativi della sua vita. Il mulino dei nonni e l’umanità ricca di racconti e storie che vi girano intorno, fanno da detonatore. I linguaggi, i dialetti, la fantasia dei racconti popolari diventano da subito la sua palestra, l’incontro con la musica, gli consentirà di diventare uno dei giganti della canzone italiana e perche no della poesia del secondo 900.

 

Siamo nel 1966 quando ormai da qualche anno, si diverte a suonare il roc ‘n roll con le nascenti formazioni dei Nomadi e degli Equipe 84. Fu proprio alla band di Maurizio Vandelli che affiderà La Canzone del bambino nel vento – ribattezzata Aschwitz – è un brano musicale scritto da Guccini ma accreditato a Lunero e Maurizio Vandelli in quanto l’autore non era iscritto alla SIAE.

La canzone uscì come singolo dell’Equipe 84 nel settembre del 1966 

 

 

Nel 1966 Guccini continua a scrivere per altri e a chi secondo voi avrebbe potuto affidare la canzone “Noi non ci saremo”?

Il Brano usci per la prima volta come lato A di un 45 giri dei Nomadi.

Sul brano arrivò la censura statale. Censura che durò per poco, a seguito della messa in onda da parte della Radio Vaticana. 

 

Nel Febbraio del 1967 tutto è pronto per il suo debutto discografico. Il disco s’intitolerà Folk Beat N.1 ed uscirà per l’etichetta La voce del padrone. Conterrà oltre ai brani che abbiamo appena ascoltato, anche Canzone per un Amica. In realtà il titolo originale del brano era: In morte di S.F. ma questo titolo (dedicato all’amica Silvana Fontana, morta in un incidente stradale) fu modificato e censurato. L’ANAS fece forti pressioni per evitare una cattiva pubblicità sulla sicurezza stradale nel pieno boom dei viaggi in auto. Per poter registrare e depositare il pezzo, il titolo fu cambiato in Canzone per un’amica  

 

 

passano 3 anni e Francesco Guccini, esattamente come succede oggi è passato da un etichetta indipendente alla EMI e così nel 1970 pubblica 2 album: Due anni dopo e L’isola non trovata. Dovremo aspettare il quarto album Radici del 1972, che lo vede tornare in seno alla sua prima etichetta La voce del padrone, per trovare altri capolavori, come ad esempio la storia rivista e romanzata del macchinista fuochista Piero Rigosi, una notizia di cronaca della fine del diciannovesimo secolo, che 79 anni dopo, verrà resa immortale dal cantautore di Pavana. Brano lunghissimo, scritto di getto che sarà da li in poi e per molti anni, la chiusura dei suoi concerti.

Gaber disse ai bolognesi:

«Bolognesi! Ricordatevi:Sting è molto bravo, però tenetevi il vostro Guccini. Uno che è riuscito a scrivere 13 strofe su una locomotiva, può scrivere davvero di tutto

Radici conteneva anche Il vecchio e il bambino, che fu portata al successo sia da Guccini che dai Nomadi che la riarrangiarono per il loro album dedicato alla reinterpretazione delle canzoni di Guccini uscito fra il 1973 e il 1974

Guccini nel 1973 e nel 1974 tornerà in seno ad EMI, per la pubblicazione di altri 2 album: Opera Buffa e Stanze di vita quotidiana. Con la stessa etichetta, pubblicherà nel 1976 Via Paolo Fabbri, 43 che contiene un altra canzone iconica di questo gigante della musica italiana, ovvero L’avvelenata, brano inizialmente eseguito solo durante i live e solamente dopo inciso nell’album Via Paolo Fabbri 43

Il brano fu ispirato da una brutta recensione scritta dal critico Riccardo Bertoncelli sul numero di gennaio 1975 della rivista GongBertoncelli aveva stroncato l’album Stanze di vita quotidiana, accusando Guccini di ripetersi e di non appartenere più a se stesso

 

 

La canzone nacque come uno sfogo rabbioso contro la critica musicale dell’epoca e i giudizi malevoli del mondo intellettuale, trasformandosi nel primo e più celebre esempio di “dissing” della canzone d’autore

 

Per parlare del grande cantautore non basterebbe una serie….

Questa puntata vuol essere un semplice tributo, in ricordo di Francesco Guccini ad una settimana dalla sua scomparsa